ragazza in sovrappeso

     sovrappeso

 

Uno dei temi più ricorrenti al giorno d’oggi nelle società occidentali è quello della tendenza, assai diffusa, al  sovrappeso della popolazione. È evidente che un fenomeno così macroscopico non è casuale, ma rimanda a problematiche generali complesse, caratterizzanti la vita moderna.

“Mi accorgo di essere grassa, ma non riesco a perdere peso”. “Sì ho lo stomaco in fuori, ma ad una certa ora sono affamato, e non posso farci niente”. “Quando sono nervoso mi scatta una fame irresistibile”. Queste, alcune frasi tipiche di chi – in sovrappeso – vive il conflitto tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere.

In realtà, molti di loro sono già passati dall’endocrinologo, che li ha rassicurati sul loro metabolismo. Oppure dal dietologo, che ha prescritto loro una dieta. Quasi tutti sanno cosa bisognerebbe privilegiare a livello alimentare e cosa invece dovrebbe essere un’eccezione. Tutti sono consapevoli che occorre muoversi di più per riequilibrare il rapporto tra le calorie immesse e il consumo energetico. È di dominio pubblico che l’abuso di proteine animali e cibi ricchi di grassi o zuccheri produce sbilanci nutrizionali. Sbilanci dannosi per la salute ancor più che per l’estetica. Nonostante ciò, si persevera nel solito andazzo: quello che non ti fa perdere un etto, anzi te lo fa guadagnare, aggravando lo stato di frustrazione o, peggio, di depressione.

Ciò dimostra che non basta sapere cosa fare. Neppure inorridire vedendosi allo specchio aiuta a prendere in mano le proprie sorti alimentari . E ciò perché il cibo, oltre che un mezzo per sopravvivere, è anche un piacere. Sicché, rinunciare a qualche peccato di gola per avere una migliore silhouette si rivela spesso più difficile del previsto.

In realtà, per intraprendere una dieta contro il sovrappeso occorre una grande motivazione. Motivazione che coinvolge la propria mente, fornendo la necessaria determinazione per andare fino in fondo all’obiettivo.

E molti ci riescono: l’occidente è pieno di persone in sovrappeso che almeno una volta sono riuscite a raggiungere il peso forma. Grazie a diete varie, dalle più “selvagge” a quelle più raffinate: la dieta della frutta – l’iperproteica – la dieta all’insalata – la dieta del bibitone – quella con le barrette – la dieta con il conteggio delle calorie – etc..

Tutte assai diverse tra loro, ma con una cosa in comune: finita la dieta i risultati non durano, anzi in breve si raggiunge un peso anche maggiore di quello di prima della dieta.

A volte la motivazione oltre che forte è pure rabbiosa, tanto da  portare ad un  improvviso rifiuto del cibo: un rifiuto insincero, il più delle volte alternato ad abbuffate, con successiva eliminazione forzata del cibo ingurgitato. Qui, il gioco si fa molto pericoloso per la salute e allora si ricorre allo psicoterapeuta.

Il problema delle persone in sovrappeso delusi dalle diete (“quelli della fisarmonica”)  sta proprio qua: non ricorrono allo psicoterapeuta, mentre dovrebbero.

E non perché sono “malati”, ma perché hanno bisogno di scoprire a quale funzione assolva il cibo. Esso riempie un vuoto, consola, risarcisce, ricompensa, ripara. Ci fa produrre le endorfine necessarie ad affrontare il presente.

C’è da chiedersi: perché certuni dopo una sfuriata del capufficio svuotano il barattolo della Nutella, mentre altri lo mandano solo mentalmente al diavolo? Perché quell’episodio (che induce a farci del male da soli…) è la goccia che fa traboccare il vaso. E allora, perché lo psicoterapeuta? Ma per capire di “cosa” è colmo il vaso, naturalmente, e quindi svuotarlo!…

Evidentemente ad una persona sana, che non necessita di ricorrere al cibo per rifornirsi di endorfine, basta mangiare in modo sano. Evitando gli alimenti che sa non essere salutari. In questo modo, acquisisce e mantiene il peso desiderato.

Oggigiorno esistono psicoterapie molto più rapide che in passato, come la R.E.EM che si avvale della ionorisonanza ciclotronica. Ad essa possono eventualmente associarsi tecniche di rilassamento atte a meglio tamponare i fattori di stress: massaggio metamerico, riflessologia plantare, training autogeno. Con ciò si ottiene un più facile controllo delle pulsioni alimentare, masticatoria e ingestiva.

A fine trattamento emergerà una persona in linea per sempre. Ma anche una persona con un nuovo stile di vita, capace di godere un benessere psicofisico mai provato prima.

(articolo della dott.ssa Marcella del Pezzo, psicologa-psicoterapeuta)