psicoterapia reem

interpretazione dei sogni

La mia esperienza personale e professionale mi ha portata a pensare che, insieme agli “insights”, i risultati migliori – ed anche più sorprendenti – in psicoterapia si ottengono mediante la interpretazione dei sogni.

Grazie alla interpretazione dei sogni mi è spesso capitato, durante la mia carriera, di salvare delle psicoterapie o dar loro la svolta decisiva, in momenti di “fermo” o di difficoltà.

Ricordo il caso di una ragazza che, a un certo punto del suo percorso, mi raccontò questo sogno: si trovava in un posto molto scuro, con il terreno accidentato, pieno di  rovi e cespugli. Da una parte c’era un viottolo in terra battuta, stretto, pieno di buche e rigonfiamenti che le sembrava di conoscere, come se lo percorresse spesso,  e sentiva di non averne paura. In lontananza, invece, vedeva un’imponente costruzione tutta illuminata, con un grande portone aperto da cui uscivano una gran luce e il suono di molte voci, come se fosse pieno di gente allegra e in festa.

Lei si sentiva attratta da quella costruzione, e provava invidia per quelli che stavano là dentro. Ma quel posto le sembrava tanto lontano, la preoccupava la fatica che avrebbe dovuto fare per raggiungerlo. E temeva che in mezzo a quella luce e quella gente si sarebbe trovata male. Restava perciò lì, immobile nel buio, in uno spiazzo di terra battuta. Si sentiva combattuta tra il dispiacere di rinunciare ad arrivare alla costruzione, bella ma preoccupante, e il desiderio di inoltrarsi nel viottolino che, pur brutto, disagevole e triste, le ispirava sicurezza e tranquillità.

Ora, identificati i simboli personali caratteristici della interpretazione dei sogni, e analizzate le emozioni, il significato apparve chiaro. Lei pensava di abbandonare la terapia, accontentandosi della sua povera, spoglia, solitaria ma sicura vita: “al suo posto, davanti alla televisione, seduta sul divano accanto ai genitori”.

Mi confessò di essere spaventata dalla lunghezza che il percorso terapeutico richiedeva, nonché dal tempo che impiegava per arrivare alle sedute, a causa del traffico. Mi confidò inoltre che da qualche tempo frequentava alcune persone e aveva accettato qualche invito a cene e feste. Ma vi si era trovata molto a disagio, e non aveva saputo “spiccicare una parola”. Specie alle feste, aveva finito per sedersi in un angoletto, invidiosa verso quelli che ”parlavano e si divertivano senza problemi”. Si era sentita “completamente snobbata da tutti, come se non esistesse”, e ci aveva pure “fatto una gran figuraccia”.

Fu molto impressionata da come il sogno svelasse il suo stato d’animo. E ciò mi aiutò a farla uscire dallo sconforto che l’aveva originato. Cambiammo l’orario delle sedute e scegliemmo degli obiettivi cui dare la priorità. Grazie al sogno, la terapia non fu interrotta, anzi emersero emozioni ed obiettivi utili al suo proseguimento.

Era stata una fortuna che Ernesta avesse avuto quell’apparizione onirica, che l’avesse ricordata, e che avesse deciso di raccontarmela. Ma ciò non sarebbe servito senza la sua interpretazione che, smantellati i mascheramenti della censura, aveva permesso di giungerne al significato reale.

Orbene, la psicoterapia R.E.EM, che impiega la ionorisonanza ciclotronica, può essere considerata un “sogno” in  stato vigile. In essa si rivivono con l’intera persona, mente e corpo – e con tutti e cinque i sensi – episodi ancora particolarmente ricchi di emozioni dolorose. Emozioni dolorose che hanno provocato, a nostra insaputa, alterazioni a livello biologico, fisico, cognitivo, affettivo e comportamentale.

Le frequenze della ionorisonanza aiutano a realizzare lo stato di rilassamento necessario per rivivere le esperienze del passato. Aiutano inoltre a ripristinare l’equilibrio energetico delle cellule che si trovano nelle parti del corpo collegate con le specifiche emozioni. Pertanto, la persona sperimenta l’abreazione delle dolorose emozioni connesse all’episodio rivissuto, provando un senso di leggerezza, gioia, rinascita.

È evidente che la psicoterapia R.E.EM presenta diversi vantaggi rispetto alle psicoterapie basate sulla tradizionale interpretazione dei sogni.

La prima infatti, rispetto a quest’ultima, è molto meno legata al caso ed ai “residui diurni”. Nella R.E.EM sono piuttosto le emozioni del presente che fanno scattare le condizioni per rivivere episodi traumatici del passato. E, si sa, sentire quello che proviamo dentro è molto più possibile che fare volontariamente un sogno e ricordarlo.

Un altro suo vantaggio, e non di poco conto, è l’assenza della censura: tutto viene rivissuto in modo reale e non simbolico e quindi perfettamente comprensibile al “sognatore”.

Pertanto, nella R.E.EM non serve la interpretazione dei sogni. Inoltre, una volta sciolta l’emozione o le emozioni che impedivano la valutazione lucida dei fatti, la persona è nuovamente in grado di utilizzare la propria mente adulta. Essa può così rivalutare l’intera esperienza, includendola nel corso della propria vita fino al momento attuale. In tal modo arriva a dare all’esperienza significati, peso e punti di vista completamente diversi: razionali, positivi e favorevoli all’integrazione della persona.

Alla fine del sogno-R.E.EM, quindi, l’episodio resta nella memoria, ma privato dei contenuti cognitivo ed emotivo preesistenti. Soprattutto, è importante il cambiamento emotivo dovuto al riequilibrio energetico nelle cellule delle zone corporee sedi dell’espressione fisica del trauma. E il comportamento dopo le sedute R.E.EM è qualitativamente diverso. Esso è spontaneo, lo si mette in atto senza dover pensare a ciò che è emerso durante la seduta, senza doversi controllare per evitare gli schemi di risposta abituali. Chi lo ha provato ha definito tale sensazione “libertà di agire”. C’è poi da considerare che è difficile fare un sogno significativo alla settimana in vista della seduta, e ricordarlo pure! Con la R.E.EM. è molto più possibile. Ecco perché si può affermare che i percorsi psicoterapeutici che impiegano la ionorisonanza sono altamente efficaci e ben più veloci.

Per approfondimenti sulla ionorisonanza si può consultare il sito web: http://www.sibeonline.com/docs.html .

(articolo della dott.ssa Marcella del Pezzo, psicologa-psicoterapeuta)